ordine

Ordine psicologi
del Veneto n° 3764

Michela Rossi

Psicologa, psicoterapeuta
sistemico relazionale.

 
"Lascia che il tuo io
Entri intimamente in comunicazione
Con tutte le tue parti.
Liberati, per poter avere delle possibilità
Liberamente e creativamente.
Per sapere che qualunque cosa
Sia stata nel passato,
È stata il meglio che potevamo fare.
Poichè essa rappresentava il meglio di ciò che sapevamo,
Essa rappresentava il meglio della nostra coscienza.
Man mano che la nostra conoscenza si amplia,
E noi diventiamo più consapevoli,
Entriamo anche
Più in sintonia con noi stessi.
Entrando in sintonia con noi stessi,
Possiamo entrare in sintonia con gli altri" 

Satir, Banmen, Gomori&Gerber, 1991

Chi è Michela Rossi

 
 

Si è laureata in psicologia presso l’Università degli Studi di Padova nel 1999, indirizzo psicologia dello sviluppo e dell’educazione.
Dopo il conseguimento dell’abilitazione all’esercizio della professione di psicologo ha iniziato a lavorare per l’associazione SOS Il Telefono Azzurro Onlus nel Team Emergenza, progetto per l’intervento psicologico in casi di emergenza che vedevano coinvolti bambini e adolescenti in collaborazione con le agenzie di emergenza del territorio.
Nel frattempo ha frequentato presso l’Università di Modena e Reggio Emilia il corso di perfezionamento ”Le strategie di intervento e di prevenzione dell’abuso e della violenza all’infanzia e all’adolescenza.”
Nel 2003 ha cominciato ad esercitare l' attività clinica in studio privato come psicologa. Si è iscritta alla scuola di psicoterapia familiare e relazionale presso l’Istituto Familiare di Firenze conseguendo il diploma e l’abilitazione all’esercizio della professione di psicoterapeuta nel 2006 .
Dal 2004 al 2013 ha fatto parte del centro specialistico provinciale finanziato dalla regione Veneto Tetto Azzurro per la diagnosi e la cura di bambini e adolescenti vittime di abuso e maltrattamento.

Dal 2009 é consulente dell’azienda AULSS 2 Marca Trevigiana dove si é occupata di adozioni nazionali ed internazionali facendo parte dell’equipe adozioni della suddetta azienda.
Negli anni 2014 e 2015 ha seguito il progetto adolescenti adottivi sempre per la stessa azienda.
Da giugno 2011 ad aprile 2016 ha coordinato per conto di SOS il Telefono Azzurro il progetto “Bambini e Carcere” in veneto presso gli istituti penitenziari di alcuni capoluoghi di provincia coordinando il lavoro dei volontari. Tale progetto era volto a favorire l’incontro dei minori con il padre detenuto fornendo loro supporto alla genitorialità.

In questi anni ha prestato il servizio come consulente presso i consultori familiari dell’azienda AULSS 2 Marca Trevigiana occupandosi di disagio e difficoltà delle famiglie, ma anche di supporto e sostegno alla gravidanza e al puerperio ( corsi di preparazione alla nascita, depressione post partum ).

È tutore legale di minori di età dal giugno 2013, dopo aver frequentato il corso promosso dall’Ufficio del Pubblico Tutore.
Nel settembre 2016 si è occupata di un progetto di rilevazione dello stress da lavoro correlato presso l’azienda Unicofort srl di San Martino di Lupari (PD) con attività rivolte al personale di formazione, sensibilizzazione e prevenzione dello stress da lavoro correlato.

La cornice teorica di riferimento
L’approccio sistemico relazionale pone l’individuo al centro di una rete di relazioni prima fra tutte quella familiare. La famiglia rappresenta la risorsa per i cambiamenti ma anche luogo in cui viene espressa la sofferenza e il disagio.
Tale disagio viene manifestato dai membri della stessa e deve essere letto come un indicatore importante, un segnale per un accesso da parte del terapeuta:
la storia dell’individuo inserito in un contesto storico, ma anche trigenerazionale, deve essere interpretato dal terapeuta per poter attivare le risorse necessarie per l’evoluzione.
Questo approccio consente al professionista di lavorare in tutte le organizzazioni della società ( famiglia - scuola - aziende - servizi ).

“... Lavorare con un individuo secondo la prospettiva sistemica vuol dire utilizzare un modello che non si occupa di individui isolandoli artificialmente dalle loro connessioni prescindendo dal comportamento dei singoli ma bensì occupandosi di individui concretamente connessi tra loro e influenzati, nel loro modo di comportarsi, l’uno dall’altro secondo modalità specifiche” Mara Selvini Palazzoli